Il lavoro nello spettacolo e nello sport

Lo Show business è un’espressione della lingua inglese che indica gli aspetti commerciali ed economici della cosiddetta “industria dello spettacolo“e delle attività connesse.

Lo spettacolo e lo sport rappresentano un mondo professionale complesso e multiforme. Di fatto, a questo non appartengono solo attori, ballerini, cantanti, presentatori, modelle, modelli, ma anche tutti coloro che lavorano dietro le quinte, come segretarie di produzione, personale tecnico, distributori di film. La normativa che regola il lavoro nel mondo dello spettacolo, assimila a questi lavoratori anche gli sportivi che, di conseguenza, godono degli stessi diritti e doveri.

Con l’entrata in vigore della Legge 133/2008 è stata semplificata la gestione degli obblighi e delle formalità dei rapporti di lavoro nel settore dello spettacolo, che sono ora gli stessi validi per la generalità dei lavoratori. Come stabilito dalle varie circolari degli enti interessati non sussiste più,  l’obbligo di iscrizione del personale tecnico ed artistico alle liste speciali che erano costituite presso gli Uffici speciali per il collocamento dei lavoratori dello spettacolo.

Il D. lgs. C.P.S. 16 luglio 1947 n. 708 e s. m. e i. ha individuato le figure professionali dello spettacolo assicurate presso l’ente di sicurezza sociale di settore: l’Ente Nazionale di Previdenza e di Assistenza per i Lavoratori dello Spettacolo e dello sport professionistico (ENPALS) che dal 1 gennaio 2012, è confluito nell’Inps.

Ci sono, particolari regolamentazioni normative e previdenziali dei suddetti settori che riguardano:

  • i minori: la disciplina sul lavoro minorile vieta il lavoro per i bambini e per i minori di 16 anni. Tuttavia, la Direzione Territoriale del lavoro può autorizzare l’impiego dei minori per attività lavorative di carattere culturale, artistico, sportivo o pubblicitario e nel settore dello spettacolo, purché non venga pregiudicata la sicurezza, l’integrità psico-fisica e lo sviluppo del minore, la frequenza scolastica o la partecipazione a programmi di orientamento o di formazione professionale (una particolare attenzione viene data al rispetto dei tetti massimi di orario e durata delle prestazioni). L’Ispettorato Territoriale del Lavoro verifica la sussistenza di tutti i requisiti previsti ed esamina la compatibilità delle modalità e dei tempi di svolgimento dell’attività lavorativa con l’assolvimento da parte del bambino dell’obbligo scolastico, nonché con la tutela psico-fisica del minore. Rilascia, dunque, l’autorizzazione, valida esclusivamente per il tempo strettamente necessario alle esigenze dell’attività che il minore è chiamato a svolgere.  Se un minorenne vuole svolgere attività di musicista o cantante e per questi lavori non riceve più di 5000 euro annui, non ha alcun obbligo verso l’INPS. Se invece si superano i 5000 euro, finché il minore non può aprire la partita IVA, sarà comunque il datore di lavoro ad effettuare l’immatricolazione, la denuncia ed il versamento contributivo;
  • gli stranieri: in base al Testo Unico sull’Immigrazione, i lavoratori extracomunitari dello spettacolo possono essere assunti al di fuori delle quote previste dall’annuale Decreto flussi, qualora siano inseriti nella realizzazione e nella produzione di spettacoli. Viene così riconosciuto un carattere di specificità al lavoro svolto nel settore dello spettacolo con il divieto, per il lavoratore, di cambiare il settore di attività e la qualifica di assunzione. È, però, necessario richiedere un’apposita autorizzazione per il rilascio del nulla osta. Sempre al di fuori delle quote stabilite dal Decreto flussi, sono anche gli ingressi degli sportivi stranieri che svolgono attività sportiva a titolo professionistico o comunque retribuita, da ripartire tra le federazioni sportive nazionali. Per tali soggetti il nulla osta al lavoro è sostituito dalla dichiarazione nominativa di assenso che viene rilasciata dal CONI. Per i lavoratori residenti in uno dei Paesi UE (o in un paese con l’Italia ha stipulato convenzioni bilaterali), che si trovino a dover lavorare in Italia per degli spettacoli, o comunque per un periodo di tempo non superiore a 24 mesi, non c’è l’obbligo di iscrizione all’INPS e di versamento dei contributi in Italia.

Per ciò che concerne l’orario di lavoro per il personale dello spettacolo, sono previste particolari disposizioni. Solitamente questo viene fissato nei contratti collettivi, i quali spesso rinviano alle norme di legge sull’orario di lavoro in generale. Non sono soggetti alle limitazioni di orario poste dalla normativa generale sull’orario di lavoro:

  • gli artisti dipendenti da imprese teatrali, cinematografiche o televisive;
  • gli operai addetti agli spettacoli teatrali cinematografici o televisivi;
  • i cineoperatori, cameramen-recording o teleoperatori da ripresa;
  • i fotografi e gli intervistatori occupati in imprese dello spettacolo, anche per fini didattici.

Per quanto riguarda la contribuzione dovuta all’INPS, per alcuni aspetti operativi e del welfare state, è opportuno conoscere alcune informazioni:

  • i contributi gestione ex Enpals sono obbligatori, l’onere grava sia sul lavoratore – mediante una trattenuta sulla retribuzione – sia sul datore di lavoro. L’obbligo del pagamento è completamente a carico del datore di lavoro o del committente nel caso di lavoratori autonomi;
  • è prevista l’esenzione dal pagamento dei contributi previdenziali – e dell’agibilità – per i musicisti dilettanti che siano minorenni o studenti fino a 25 anni oppure pensionati over 65 e per i lavoratori che già versano contributi ad altri enti. É richiesto, in tali casi, il pagamento dei contributi solo per la parte della retribuzione annua lorda percepita per le esibizioni che supera l’importo di 5.000 euro;
  • l’obbligo di custodia del certificato di agibilità è generalmente a carico del committente e deve essere esibito ad ogni richiesta dei funzionari ispettivi incaricati dell’accertamento. Nello specifico, i lavoratori autonomi esercenti attività musicale possono richiedere direttamente il certificato di agibilità, anche se l’obbligo di custodia continua a permanere in capo al committente. Sempre in base alle specifiche disposizioni per tale categoria, inoltre, i medesimi lavoratori possono provvedere direttamente al pagamento dei contributi;
  • dal 1° gennaio 2013 il certificato di agibilità a titolo gratuito deve essere richiesto esclusivamente in via telematica;
  • la Legge 92/2012 ha esteso al personale artistico, con rapporto di lavoro subordinato, la tutela dell’ASpI (oggi sostituita dalla NASpI).

Per la governance delle numerosi peculiarità inerenti tale comparto produttivo, i consulenti del lavoro dello Studio SPITELLA TAMILIA ASSOCIATI sono in grado di mette in campo,  particolari know-how e skills professionali rispetto ad altri professionisti del settore: attraverso attente verifiche effettuate da consulenti del lavoro di quanto disciplinato dalla normativa vigente, il cliente potrà avere la migliore resa economica circa:

– linquadramento giuridico e lo studio delle tipologie contrattuali applicabili (tra cui attività sportiva dilettantistica ambito di applicabilità e distinzione con l’attività professionistica, lavoro subordinato nel settore dello spettacolo, contratti per esigenze occasionali o temporanee dopo il D.Lgs. 81/2015 di riordino dei contratti);
– le condizioni di utilizzo delle collaborazioni coordinate e continuative (collaborazioni coordinate e continuative nel settore sport e spettacolo dopo il D.Lgs. 81/2015 di riordino dei contratti, palestre e settore fitness: analisi dei contratti utilizzabili dopo il D.Lgs. 81/2015 di riordino dei contratti);
– l’inquadramento previdenziale e iscrizione all’INPS (obbligo di iscrizione ed esenzioni, classificazione dei profili professionali iscritti all’INPS gestione ex ENPALS: definizione e problematiche, adempimenti e denunce contributive);
– la gestione della retribuzione e dei relativi aspetti fiscali e contributivi (definizione del trattamento economico dei lavoratori, gestione delle assenze, obbligo contributivo per la malattia e contenzioso INPS).

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